Lunedì 25 Settembre 2017
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Pubblicato il 26 marzo 2013 da Marco Berni 0

Marco Berni al traguardo: l’Alaska è domata

Dall’articolo di Luca Regonaschi pubblicato sul Bresciaoggi del 26 Marzo 2013

Marco Berni ce l’ha fatta! 28 giorni e 4 ore di cammino dopo il via, l’atleta estremo di Monticelli Brusati è arrivato a Nome nella notte italiana di ieri completando i 1800 km circa dell’Iditarod Trail Invitational, la gara che attraversa l’algida Alaska. Berni si è classificato secondo, dietro Tim Hewitt, in compagnia di Beat Jegerlehner, compagno di viaggio per oltre metà corsa e di una birra che ha celebrato la riuscita dell’impresa.

Berni ha raggiunto Nome per la terza volta (secondo all-time per numero di partecipazioni) abbassando di due giorni il suo ex miglior tempo. Contando un tentativo abortito e due prove nella versione “corta” dell’Iditarod, vanta oltre 7 mila km sui sentieri dell’Alaska.

Il franciacortino ha superato città fantasma e rari villaggi adibiti a check-point, bivaccato a 40° sottozero e trainato una slitta di 20 kg con scorte di viveri. È sprofondato nella neve, ha sofferto per le vesciche ai piedi, rotto gli scarponi usando sacchi dello sporco per sistemarli prima di riceverne di nuovi. Ha camminato in salita, sotto la pioggia, contro forti venti e perlopiù di notte, quando il freddo compattava il fondo e obbligava a muoversi. I cani da slitta, guidati dai mushers, l’hanno superato. Ha scorto l’aurora boreale, lambito il fiume Yukon e il mare di Bering. Dice di aver avuto più fame che sonno.

La lunghezza del percorso non può che essere approssimativa, così per convenzione è stata fissata in 1000 miglia. Una distanza curiosa per un bresciano. È forse questo il vincolo che lega la provincia della competizione di auto d’epoca all’Alaska, dalle imprese di Roberto “Lupo che corre” Ghidoni in avanti?

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